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Prefazione


Offro a voi, miei stimati Compaesani, questa breve ricerca su Casalnuovo con due parole di presentazione.

Il Poeta ci ricorda:

«Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e conoscenza»


e la conoscenza del proprio passato è ricchezza per noi.

Per questo ho raccolto alcune notizie per soddisfare la vostra cultura e un po' la vostra curiosità, senza avere alcun'altra pretesa.

Per essere sincero, avevo deciso di cestinare questi appunti, ma l'attaccamento alle "cose paesane" è stato più forte della facile distruzione.

Lascio ad altri, più preparati, il compito di continuare a fare di più e meglio.

Ho trascritto il documento di Parigi sull'origine storica di Casalnuovo, non da tutti accettata.

Ho presentato le sette chiese, ma di una di esse non si ha notizia.

E ho chiuso con uno spaccato di vita socio-familiare dei nostri antenati.


Con stima sincera verso tutti
Don Mario De Crescenzo

 

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Nota Bene: Dagli scavi di Monterotaro tuttora in corso, maggio 2008, risulta che la Torre longobarda è una torre campanaria ( 989 d.C. ) e quindi nelle adiacenze ci devono essere i resti di una Abbazia da cui il nostro paese ha preso il secondo nome.

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NOTIZIE SU CASALNUOVO MONTEROTARO

MISC. B 8570 SCERN. NERI

Sopra un manoscritto italiano esistente presso la Biblioteca Nazionale di Parigi si legge: “Casalnuovo Monterotaro, grosso borgo a circa 5 Km. dal Fortore. Fondato dagli SCHIAVONI nel 1466”.

La denominazione “MONTEROTARO” fu aggiunta con D.R (decreto regio) e fu tolta da una Badia di tal nome posta nelle sue vicinanze.

Gli SCHIAVONI: è il nome degli Slavi che abitavano la Schiavonia, paese che si trova di là dall’Adriatico.

Il nome deriva dal latino “Sclavi” che indicarono gli Slavi dell’Illiria e della Dalmazia, apparsi per la prima volta verso il sec. VI d.C.

Per una mia associazione d’idee: la Madonna di Montevergine è invocata dal popolo napoletano con il nome di “Mamma Schiavona”.

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Trascrizione documento rinvenuto nella biblioteca di Parigi, fonte anonima.

(per gentile concessione del prof. D. Santomarco)

 

 


CASALNUOVO

L’archivio parrocchiale è ricco di notizie ed è una fonte importante di documentazione su Casalnuovo. I primi libri sono del 1626 e raccolgono i dati religiosi e storici del tempo.

Sono pervenuti, in parrocchia, integrali i Registri di Battesimo, di Cresima, dei Defunti e dei Matrimoni.

In archivio è presente anche lo stato delle anime, risalente al 1691.

È custodito, altresì, un voluminoso registro nel quale sono riportati i Testamenti e gli atti notarili di compra-vendita.

La registrazione è stata voluta ed imposta per tutta l’Arcidiocesi, dal Card. Orsini, il quale rivestì la carica per circa 40 anni.

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Card. Orsini - Papa Benedetto XIII
La permanenza del cardinale Orsini segnò il periodo più ricco e più proficuo per la Parrocchia di Casalnuovo.

Il Cardinale nacque a Gravina di Puglia il 2-2-1649 dalla famiglia Orsini, duchi di Bracciano, con il nome di Pietro Francesco.

A 18 anni entrò nell’Ordine Domenicano per gli studi ecclesiastici prendendo il nome di Fra Vincenzo Maria.

A 23 anni fu ordinato sacerdote ed elevato alla porpora cardinalizia.

La prima sede fu Manfredonia, poi Cesena ed infine Benevento, dove rimase dal 1686 al 1724.

Il 29 maggio del 1724 fu eletto Papa con il nome di Benedetto XIII. Morì il 21 febbraio del 1730.

La nostra diocesi era ed è stata Benevento, sede cardinalizia, fino al 1915.

Nel 1916 Casalnuovo passò alla diocesi di Lucera.

L’ultimo cardinale di Benevento fu il cardinale Alessio Ascalesi. Costui fu trasferito a Napoli ed a seguito del suo trasferimento, Benevento perdette la sede cardinalizia.

“CASALNUOVO” nel documento di Parigi porta il secondo nome di “MONTEROTARO”,ma è denominato e scritto, indifferentemente, “Monteròtano” e “Monterotàro”.

In un atto di morte del 4 aprile 1652, conservato nell’archivio parrocchiale è riportato “Monteròtano” e a conferma di questa trascrizione c’è anche l’atto di Consacrazione della Chiesa dell’anno 1696.

Nella lingua parlata si è tramandata la parola dialettale di “muntretàne”.

Casalnuovo era indicato anche come OPPIDIS CASALIS NOVI MONTIS ROTARII, così era riportato in un atto a firma del notaio Filippo Mandes del 1758.
           
Tale denominazione rimarrà in tutti i documenti con qualche eccezione in cui Casalnuovo è scritto “Casalnuovo di Puglia in provincia di Lucera” - 31 agosto 1752 notaio De Lillis -.

 

 

CASALNUOVO E LE SETTE CHIESE

 

Perché sette?

Per avere il diritto al titolo di Arcipretura.


Le sette chiese erano così denominate:

1- La chiesa parrocchiale, fu costruita nel 1574. intitolata a S. Pietro e fu consacrata il 4 luglio del 1696 dal cardinale Orsini.

2- La chiesa di Santa Maria della Rocca edificata nel 1656 e aperta al culto nel 1732.

3- La chiesa di San Nicola al cimitero vecchio.

4- La chiesa di S. Barbara del 1712, lontana dal paese 400 passi “Terra Pozzacchi”, citata in uno scritto.

5- La chiesa di S. Lorenzo in Silvaroli, restaurata nel 1218, in località “Fontana Pellicce”.

6- La chiesa della Madonna del Carmine.

7- La chiesa dell’Immacolata Concezione di cui si trova riscontro nei registri parrocchiali.


 

I - LA CHIESA PARROCCHIALE ARCIPRETALE -

 

 

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Planimetria chiesa Parrocchiale - A.D.1732
(per gentile concessione del prof. D. Santomarco)

La costruzione della chiesa è datata al 1574. il 7 settembre del 1693 il Card. Orsini dona alla chiesa la somma di 500 ducati (Vedi nota 1) per la ristrutturazione.

La suddetta somma era stata versata dalla marchesa di Santeramo con l’obbligo, da parte della Parrocchia, di restituirla in misura di 25 ducati annui (vedi l’atto del notaio Giuseppe Pompeo).

La Chiesa era intitolata a S. Pietro al quale fu aggiunto il secondo patrono San Nicola Vescovo ( così si legge nel registro dei Battezzati dell’anno 1626 – 1686).

La consacrazione della Chiesa avvenne il 4 luglio 1696. qui di seguito si riporta l’atto, ora giacente nell’archivio della parrocchia di Casalnuovo, redatto in latino dal notaio Rossi:

Instrumentum consecrationis Ecclesiae Archipresbyteralis cum suo altari majori sub titulo SS. Petri Apostoli et Nicolai Pontificis oppidi Casalis Novi Beneventanae Dioecesis facta ab Eminentissimo Archiepiscopo Ursino, anno Domini 4 luglio 1696”

 lo stesso Rossi parla anche della:

“ Consecratio duorum altarium fixorum in Ecclesia Casalis novi facta ab Eminentissimo Archiepiscopo Ursino”.

La chiesa misurava palmi 58 (Vedi nota 2) ed era larga palmi 36.

Era dotata, secondo quanto riportato dal registro del 1712, di quattro campane con misure diverse:

- La più grande era alta mt. 2;
- La più piccola era alta 80 cm.

Le campane furono benedette dal Card. Orsini nel mese di maggio 1687.

Nella parte settentrionale della Chiesa sorge un campanile quadrangolare, largo palmi 10 e alto palmi 35 al quale si accede dalla parte del coro.

Nel mese di luglio del 1805, dopo un forte terremoto, il campanile fu abbassato di un piano, ed è stato riportato nelle dimensioni tuttora esistenti.

Il cimitero era distante dal paese circa passi 20 (Vedi nota 3) e misurava passi 61 di lunghezza e passi 30 di larghezza. Oggi quel luogo è chiamato in vernacolo “u cimentère”.

La Chiesa possedeva molti beni immobili: vigneti, oliveti, case, terreni. Dagli atti d’archivio si rinviene quanto segue:

- L’anno 1705 il giorno 1 giugno, la chiesa affitta una vigna con alberi d’ulivi per tre anni, vicino alla chiesa di Santa Barbara.

- Locatio di 35 versure (Vedi nota 4) per anni nove ubi dicitur San Lorenzo fatta ai sigg. Veneziano, Morrone, De Lisi, Speranza, Pistillo, Ferrecchia, Cipollone, Fiore, Villano.


 

 

II - CHIESA SANTA MARIA DELLA ROCCA “LA CAPPELLA” -

 

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La Chiesa, sotto il titolo di Santa Maria della Rocca di Casalnuovo Monterotaro, è stata posta fuori del suddetto territorio, a circa 40 passi, nella parte occidentale del Paese, sulla cima di un monticello e confinante per un lato con la via pubblica e per tre lati con i beni baronali.

La costruzione, della Cappella in onore della Madonna della Rocca, fu iniziata nel 1656 (vedi vol. 1711 pag. 57 archivio parrocchiale) a devozione e per voto del popolo, perché allontanasse il flagello della peste che colpì tutta l’Europa.

Nel regno di Napoli morirono circa quattrocentomila persone, mentre il piccolo centro di Casalnuovo restò immune da tale epidemia.

Ottenuta la grazia e passato il pericolo, furono sospesi i lavori, forse anche per la mancanza di soldi, lasciando la costruzione della Chiesa senza tetto ed in un totale stato di abbandono.
           
I lavori eseguiti, lasciati alle erosioni ed alle calamità atmosferiche, furono procrastinati e raggiunsero condizioni disastrose fino al 1712.
           
Nel 1712 ripresero i lavori, voluti dal Cardinale Orsini, e la chiesa fu restaurata ed aperta al pubblico solo nel 1732.

architrave

Architrave chiesa di Santa Maria della Rocca, chiesa della "Cappella".

(fonte archivio parrocchiale)

Descrizione della chiesa: la Chiesa consta di una sola navata.

È lunga palmi 60 e larga palmi 38, così dalla misura sulla planimetria fatta dall’Arciprete, con l’assistenza del Reverendo Signor don Mercurio Veneziano.

Sul disegno della Chiesa si nota la seguente sigla che segna i quattro punti cardinali:

 
P

M      +       T

L

Ponente (ovest)
Levante(est)
Meridione (sud)
Tramontana (nord)

           
La Chiesa è stata abbellita: da sei altari, due campane, un organo e varie tele del settecento.

Alla Chiesa appartenevano beni: case, vigne e molti legati.
           
Nel 1621 fu fondata La Congrega del Santo Rosario la quale aveva un altare nella chiesa di San Pietro Apostolo.

Il 15 marzo dello stesso anno ci fu la vestizione dei fratelli e delle sorelle iscritti seguita da una solenne processione.

La stessa Congrega venne canonicamente eretta soltanto nel 1712 con il titolo Madonna del Santo Rosario e aggregata all’Arciconfraternita di Santa Maria sopra la Minerva, in Roma dell’Ordine dei PP. Domenicani.

Il culto fu sempre svolto nella Chiesa madre fino al 1736.

Riporto dallo Statuto uno degli articoli: “La Congrega avrà un Padre spirituale, un Priore, un sottopriore, due consiglieri, due sagrestani, due infermieri e così pure per le donne”.

Il Santuario conserva ancora gelosamente:

- Sei altari: in scagliola lucida con motivi floreali e con il leone rampante, stemma dei Caracciolo. Gli altari furono eseguiti tutti nel 1736, firmati e datati dall’artista Vincentius Ciolla a Montecalvo f.° A.D. MDCCXXXVI.

altare

Pannello dell' altare maggiore chiesa di Santa Maria della Rocca, chiesa della "Cappella".

(fonte archivio parrocchiale)

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Particolare dell'altare maggiore nella chiesa di Santa Maria della Rocca.

(fonte archivio parrocchiale)

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Firma di Vincentius Ciolla sull'altare maggiore nella chiesa di Santa Maria della Rocca.

(fonte archivio parrocchiale)

- L’organo: all’interno del quale è riportata la seguente iscrizione “Mauro Gallo, napoletano, fecit 1746 per 1.050 ducati”.

- Le statue lignee:
Le statue di San Michele Arcangelo sono due, una antica del ‘700 e un’altra moderna realizzata dall’artigianato di Ortisei;
La statua lignea dell’Immacolata e di San Giuseppe con il Bambino Gesù, è attribuita al Colombo sec. XVIII.

- I dipinti.
I dipinti raffigurano: Santa Lucia e Santa Barbara, Madonna del Carmine, Sacra Famiglia.

- Il campanile: il campanile poggiava sul tetto della Chiesa avente una bifora coperta da una cupoletta con due campane.

- Le campane:
Una è dedicata alla Madonna delle Grazie con la seguente iscrizione:
“Laudo Deum Verum, plebem voco, congrego clerium, defunctos ploro, peste fugo, festa decoro. Opus Joannis Cocca Terrae collis A.D. 1739. Il simbolo è JHS. Verbum caro factum est."
L’altra campana è dedicata alla Madonna Immacolata con l' iscrizione :
“Per sua devozione Antonio di Domenico A.D. 1741. Maestro Diego Cacciavillani D.C.T. di Agnone. Il simbolo è la lucertola.”

 - Nel santuario sono altresì conservate, in cartapesta, la statua dell’Incoronata risalente al 1893 e la patrona della Congrega raffigurata nella statua vestita della Madonna del Rosario.

Card. Pietro Parente
Cardinale Pietro Parente

 

 

Nella chiesa della Cappella sono conservate le spoglie mortali del Card. Pietro Parente, nato il 1891 e morto il 1986, ivi deposte per sua espressa volontà.
Il Cardinale è stato un grande teologo, un devoto alla Madonna della Rocca e un nostro illustre concittadino.

 

    
Nota Bene

La Madonna della Rocca è venerata sotto questo titolo anche in alcune città italiane:


- Cornuda in prov. di Treviso. La prima notizia della Sua esistenza si trova in una bolla pontificia del 1245 e per un'antica fondazione un sacerdote risiede stabilmente dal 1247 fino ai nostri giorni.


- Cento in prov. di Ferrara. La Madonna è raffigurata in un affresco di stile bizantino. Non si conosce con esattezza l'origine. Il Santuario è affidato ai PP. Cappuccini ed ha una notevole presenza di pellegrini.


- Offida in prov. di Ascoli Piceno, venera la Sua Patrona nella chiesa a Lei intitolata in un affresco dell'anno 1000.


- Alessandria della Rocca in prov. di Agrigento. La Madonna della Rocca è raffigurata in una statua di marmo di fattura greca del V secolo. L'anno del ritrovamento miracoloso, sotto un mucchio di pietre, avvenne nel 1620.

 

 

 

III - LA CHIESA DI SANTA BARBARA -

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Planimetria chiesa di S. Barbara - A.D. 1732


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Piantina chiesa di S. Barbara
(per gentile concessione del prof. D. Santomarco)

Nel maggio del 1695, il Card. Orsini, nel vedere la chiesa di Santa Barbara fatiscente e sconsacrata, ordinò la demolizione e l’utilizzo del materiale di risulta per la costruzione della chiesa di Santa Maria della Rocca nel territorio di Casalnuovo.

Dopo la demolizione, ordinata dal cardinale Orsini, la chiesa di Santa Barbara fu nuovamente eretta, fuori del territorio di Casalnuovo Monterotano, nel 1712 dalla famiglia Caracciolo, marchesi di Casalbore e di Terranova (vol. 1711 pag. 51) la quale aveva lo Jus Patronatus.
     
La Chiesa era lunga palmi 60 larga palmi 28.
           
La sagrestia era di palmi 18 x 16.

Della chiesa di Santa Barbara, lontana dal paese 400 passi ubicata nella terra dei Pozzacchi,non si riscontrano documenti ed atti neanche in merito alla consacrazione, quindi si presume che non fu mai consacrata.

In detta chiesa vi abitava un eremita.

La chiesa possedeva vari beni immobili: case date in affitto, case in disuso, vigne, soldi e legati di Sante Messe.
           

La cappella conserva una tela di Santa Barbara con Santa Lucia del sec. XVIII.



 



IV - LA CHIESA DI SAN NICOLA -

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Planimetria chiesa di S. Nicola (ex cimitero)
(per gentile concessione del prof. D. Santomarco)

Dall’archivio parrocchiale e dalla tradizione paesana si sa che l’attuale piazza del mercato, oggi largo principessa Elena, era il luogo dell’antico cimitero, in cui c’era una chiesetta dedicata a San Nicola Vescovo.

Esso rimaneva fuori del centro abitato e si stendeva ai piedi della collina dove sorgeva la Cappella.

Con il passare del tempo il paese si allargò assorbendo la zona cimiteriale.

  

 

 


V - LA CHIESA DI SAN LORENZO -

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Piantina chiesa di S. Lorenzo
(per gentile concessione del prof. D. Santomarco)

La località della chiesa di San Lorenzo in Silvaroli è indicata nella contrada S. Lorenzo nei pressi di Fontana Pellicce ed è stata restaurata nel 1218.

L’Abate di Santa Maria della Rocca, vicino al torrente Sente nel 1218, restaurò la sua Chiesa “San Lorenzo in Silvaroli” con i soldi ricavati dalla vendita di una sua proprietà fatta al convento di San Matteo della Sculgola e a Santa Maria di Gualdo Mazzocca nel territorio di Foiano Valfortore (Benevento).

Questi erano i due più importanti monasteri di quel tempo: erano due oasi di pace e di preghiera, due fari di luce che si elevavano allargando le braccia a tutte le miserie umane.

La nostra Abbazia Santa Maria della Rocca era sotto la giurisdizione, con altri undici monasteri, di Santa Maria di Gualdo Mazzocca.

        

 


VI -  LA CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE -

Della Madonna del Carmine si conserva solo un dipinto che raffigura la Vergine con il Bambino e San Simone Stock. Ha un altare policromo dell’artista V. Ciolla.

 

 

 

VII - LA CHIESA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE -

Di questa chiesa esiste un riferimento scritto nell' archivio parrocchiale. Di essa si conserva una statua lignea dell’ Immacolata Concezione con un altare policromo dello scultore Vincenzo Ciolla del XVIII secolo.

 

 

 

 

LO STATO DELLE ANIME

 

            “Ciaschedun Parroco dovrà, ogni anno dopo la prima domenica di quaresima, non dopo Pasqua, descrivere lo stato delle anime della sua parrocchia, lasciando tra l’una e l’altra famiglia un poco di spazio. Scriverà accuratamente il nome, cognome, età non solo di quanti sono nella famiglia medesima, ma anche dei forestieri che abitano in lei”.

           
La parrocchia di Casalnuovo nel 1691 aveva 311 abitanti;
            nel 1724 gli abitanti erano 651 con 102 famiglie;
            nel 1732 gli abitanti erano 747 con 103 famiglie;
            nel 1782 gli abitanti erano 1773 di cui:

Maschi                       832
Femmine                   776
Nati                               56
Nate                              34
Morti                              74
Chierici                            1

Totale                       1.773

 

 

DESCRIZIONE DI VITA FAMILIARE E DI PROFESSIONI DAL 1700 AL 1800



Vita familiare:

                                   1- Casa a pigione; Giuseppe Mantino di anni 35, bracciante, di buona salute. Carmina Mantino moglie di anni 27 di buona salute. Chiara Maria, figlia di anni due, di buona salute, Antonio, figlio di anni uno e tre mesi di buona salute.

                                   2- Casa propria; Ciriaco Maffia di anni 49, massaro delle pecore del principe Bisignano, di buona salute, sposato con Gertrude Fiore con cinque figli.



Professioni e mestieri:
mendìco, massaro di campo, pecoraro, bracciante, pignataro, calzolaio, bottecaro, porcaro, possidente, barbiere, falegname, sartore, ferraro, povero, ortolano, lavoratore, faticatore, embriciaro, codagrofo (scrivano?), macellaro, vive del suo, maestro funaro, fabbricatore, medico, chirurgo, speziale di medicina, dottore, cancelliere, archiviario.

N.B.: Casalnuovo ricca di tutte queste professioni, doveva avere certamente un tenore di vita elevato sia culturale che economico ed artigianale.

Località: il lago di Persichello (A. 1705), San Lorenzo in Silvaroli (A. 1218), Pozzacchi, Fontana Pellicce, Pozzo di Nescia 1709 (con diverse versioni: Rescia e Noscia).





A.D. 2008
      
Don Mario De Crescenzo

 

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Note


Nota 1
Il Ducato. Era una moneta d’oro o d’argento coniata a Venezia intorno al 1202 dal doge Enrico Dandolo. Il ducato fu adottato nei vari stati italiani. Il valore in € è di 148,26.
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Nota 2
Il Palmo. Era l’unità di lunghezza usata, prima dell’adozione del sistema metrico decimale, in vari luoghi dell’Italia. Corrispondeva a 26,38 cm. Si misurava con la mano aperta e tesa, dall’estremità del pollice a quella del mignolo.
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Nota 3 
Il Passo. Era una misura di lunghezza di circa 70 cm che abbracciava lo spazio compreso tra un piede e l’altro nel movimento del cammino. A Napoli il passo variava da m 1,85 a m 1,93. Casalnuovo, essendo nel Regno di Napoli, usava questa misura.
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Nota 4
La Versura. È l’unità di misura di superficie agraria in uso nelle province di Foggia e Matera, con il valore più diffuso di circa 12.345 metri quadrati.
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POPOLAZIONE DI CASALNUOVO MONTEROTARO

 

ANNO

POPOLAZIONE

IMMIGRATI

 

EMIGRATI

 

 

 

Maschi

Femmine

Maschi

Femmine

1691

311

--

--

--

--

1851

3060

--

--

--

--

1871

3570

--

--

--

--

1901

4610

--

--

--

--

1921

5120

--

--

--

--

1933

5312

39

33

33

37

1935

5460

31

28

43

34

1940

5888

42

67

62

59

1945

6143

34

30

33

33

1950

6493

24

24

57

46

1955

5786

39

47

136

140

1960

4990

41

45

167

183

1965

4372

42

51

70

94

1970

3526

33

36

103

118

1975

3064

62

74

70

64

1980

2966

44

46

54

52

1985

2688

28

47

54

62

1990

2440

33

27

35

38

1995

2217

12

19

17

26

1996

2180

17

17

21

30

1997

2138

11

14

18

31

1998

2108

18

22

23

25

1999

2058

14

25

34

35

2000

2017

14

15

27

31

2003

1904

--

--

--

--

2004

1874

--

--

--

--

2005

1840

5

13

12

22

2006

1837

--

--

--

--

2007

1805

--

--

--

--

N.B. La durata media della vita nell’ anno 2007 in Casalnuovo è stata di anni 78 e 9 mesi.

GRAFICO DELLA POPOLAZIONE

Grafico popolazione